Mercoledì 26 novembre alle 20.30 debutta al Multiastra il film "SQUALI", un western veneto

Nuovo film del regista veronese, Alberto Rizzi, pronto ad arrivare nelle sale cinematografiche padovane.
Mercoledì 26 novembre alle 20.30 debutta al cinema Multiastra il film "SQUALI", prodotto da Magenta Film e scritto e diretto dal regista veronese Alberto Rizzi.
Dopo l'anteprima al Festival del Cinema di Roma dello scorso 26 ottobre, quella vicentina è la seconda tappa veneta del film che debuttato a Verona il 12 novembre al Cinema K2.
Tutto veneto il cast. Liberamente ispirato a "I Fratelli Karamazov" di Fedor Dostoevskij, SQUALI è ambientato sui Monti Lessini, nelle Prealpi Italiane, ai giorni nostri. Un "western veneto".
"Volevo fare un film libero, sia nella forma che nel contenuto, che esplorasse un mondo di confine, sia geografico che umano. I protagonisti di SQUALI, sono degli animali fossili, mossi dagli istinti primari, avidità, fame, amore, sopravvivenza. Eppure tutti sono in certa di una forma di salvezza, di redenzione, o forse banalmente di riscatto. Volevo farne un film estremamente visivo e anche visionario, che conservasse quella cifra di realismo-magico che mi è propria" ha detto Alberto Rizzi.
Il film. SQUALI è una moderna tragedia greca, un western veneto, nell'estremo Nord-est italiano. Per una serie di sventure i tre fratellastri e la sorellastra Camaso si ritrovano da adulti a tornare nella casa del vecchio padre, Leone Camaso, un omuncolo, ladro e ingannatore. Demetrio il più grande è un ex militare caduto in disgrazia pieno di debiti, tornato per rivendicare l'eredità della madre morta. Ivan il secondo fratello è uno sportivo a fine carriera, che cerca disperatamente di riconquistare la fidanzata Flor, che stalkera, ossessionato dalla gelosia nei confronti del fratello Demetrio. Poi c'è Alessio, il fratello seminarista, che vive in monastero ed è tornato alla casa d'infanzia su invito della sua Santa - una santona popolare cui Alessio è devoto - per salvare l'anima perduta della famiglia Camaso. Infine c'è Sveva, l'ultima sorellastra, la ribelle che sogna solo di fuggire dalle angherie paterne. L'intreccio delle passioni, delle relazioni amorose e degli odi dei fratelli, li porta costantemente a scontrarsi tra di loro, ma li accomuna nell'odio estremo verso il padre. Specialmente Demetrio il più grande dei fratellastri avido delle ricchezze del genitore e geloso della Crucca, l'amante del padre, arriverà a compiere il parricidio. Ma tutti i fratelli hanno complicità nell'atto. Sul finale si scopre che il vero assassinio materiale del padre è la sorellastra Sveva, che lascia cadere la colpa sul fratello maggiore, il quale accetta il proprio destino in espiazione alle sue gravi colpe morali. Intreccio di vite dissolute, di rancori e orrori domestici, il film è ambientato in un triveneto montano e inaspettato dei Monti Lessini, non senza accenti onirici e visionari.

