Attualità di Redazione , 03/05/2021 14:50

La scenografia di "Antonio Guerriero di Dio" al Museo della Devozione del Santo VIDEO

Devozione e film

«Entrare nella Basilica di Padova è come sentirsi a casa. Da piccolo vedevo queste infinite meraviglie d'arte che davano forza al silenzio e alla preghiera. Volevo fare qualcosa per Lui ma mi chiedevo che cosa potessi fare di così grande che potesse trovare spazio, se non in quella Chiesa, vicino alla Sua anima».

Così inizia l’introduzione che il regista Antonello Belluco ha apposto sulla sceneggiatura del film “Antonio Guerriero di Dio” che egli stesso ha riscritto di proprio pugno e fatta rilegare, quale dono votivo personale a S. Antonio, a cui ha dedicato il suo esordio cinematografico nel 2006.

Il manoscritto, insieme ad altri cimeli del film trovano oggi spazio, grazie alla Veneranda Arca di S. Antonio e al contributo del Messaggero di S. Antonio, all’interno di una teca del Museo della Devozione popolare, sezione del Museo Antoniano che raccoglie le testimonianze di fede e amore donate dai fedeli alla Basilica, permettendo di percepire la grandezza della devozione verso sant'Antonio.

Lo stesso film “Antonio Guerriero di Dio” viene consideratodal regista come un ringraziamento verso Sant’Antonio da cui, per usare le parole di Belluco, «ho imparato che l’uomo non può tacere di fronte ai mali del mondo, perché il silenzio dà ragione all’ingiustizia e rende complici. Antonio era una persona colta, che ha usato la sua personalità e la sua cultura per farsi forte nei confronti di coloro che usavano la loro forza contro i deboli. Il mio Antonio è un uomo di Dio, un “politico di Dio”, un “guerriero” che cerca di portare la grande politica sociale del Cristianesimo, che è libera, è indipendente ed è fondata sull’amore. Le Sue parole, il Suo stile e la Sua forza sono monito e guida per questa società così apparentemente meravigliosa ma che terribilmente nasconde ancora povertà, inganno, ingiustizia ed egoismo. Con la direzione del film e la scrittura della sceneggiatura si è realizzato il mio grande desiderio di regalare una parte di me a questo splendido uomo che è Antonio, il Santo per eccellenza».

«La complessità della figura di Antonio è certo parte del suo grande fascino, capace di far presa nei modi e nei tempi più diversi. – dichiara Giovanna Baldissin Molli, Presidente della Veneranda Arca di S. Antonio con delega al patrimonio artistico -  Il Museo della Devozione Popolare è tutt’altro che un luogo di ‘memorie dei semplici’, quanto invece il sito in cui nelle modalità più diverse, la percezione di Antonio ha trovato espressione e forma: ex voto, sculture, arte popolare e arte colta, memorie di vario genere, medaglie, ricordi familiari, lasciati per evidenziare le forme del rapporto che, da ogni parte del mondo, questo Santo ha raccolto. Siamo grati ad Antonello Belluco di aver affidato a questo Museo la sceneggiatura manoscritta del film “Antonio guerriero di Dio”, che dà forma nell’attualità del linguaggio fotografico a una “biografia” di Antonio letta con sensibilità contemporanea. Nella vetrina che abbiamo allestito il testo, una sorta di “codice manoscritto moderno” e i ricordi di scena documentano una riflessione meditata sulla figura di Antonio, quanto mai attuale, nella forza che, dentro il racconto, assume la tentazione dell’usura».

Primo film per il cinema interamente dedicato alla vita del Santo, il racconto di “Antonio Guerriero di Dio” inizianel 1232. Un frate in ginocchio davanti alla bara del santo inizia a raccontarne la vita, dallo sbarco in Italia sino al giorno della sua morte. Si tratta di Folco, un ladro che era stato incaricato dall'usuraio più potente di Padova di appropriarsi del tesoro colato a picco sulla nave che portava Antonio verso l'Italia.