Attualità di Redazione , 12/04/2021 17:48

Il Covid anticipa il vaccino antinfluenzale ad ottobre

Vaccino antinfluenzale

Anticipare le campagne di vaccinazione antinfluenzale, anche in considerazione della situazione epidemiologica per la circolazione del virus SarsCov2, a partire dall’inizio di ottobre. E’ quanto prevede la nuova circolare del Ministero della Salute ‘Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2021-2022’. L’obiettivo è infatti impedire una co-circolazione del nuovo coronavirus e dei virus dell’influenza stagionale, limitando questi ultimi anche al fine di non intasare le strutture ospedaliere ed i Pronto soccorso. Per questo, avverte il ministero, cruciale è anche anticipare i tempi delle gare per i vaccini

Al fine di ridurre l’impatto di una probabile co-circolazione di SarsCov2 e virus influenzali nel prossimo autunno, si legge infatti nel documento, “è cruciale che le Regioni e Province Autonome avviino le gare per l’approvvigionamento dei vaccini anti-influenzali al più presto basandole – si avverte – su stime effettuate sulla popolazione eleggibile e non sulle coperture delle stagioni precedenti”. Analogamente allo scorso anno, il documento raccomanda la vaccinazione antinfluenzale nella fascia di età 6 mesi – 6 anni, anche allo scopo di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. Inoltre, al fine di facilitare la diagnosi differenziale rispetto a Covid-19 nelle fasce di età a maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale è “fortemente raccomandata e può essere offerta gratuitamente” nella fascia d’età 60-64 anni. Quest’anno, nonostante non si sia raggiunto l’obiettivo di una estesa vaccinazione anti influenza, a causa del distanziamento sociale e delle mascherine, i casi di influenza continuano a confermarsi bassi. 

Nella settimana dal 29 marzo al 4 aprile 2021, i casi stimati di sindrome simil influenzale in Italia sono stati circa 65.000, per un totale di circa 2.291.000 casi a partire da ottobre scorso. L’incidenza, che quest’anno non ha mai raggiunto la soglia epidemica, raggiunge ora, con 1,1 casi per mille assistiti, il valore osservato nella passata stagione influenzale in questo periodo dell’anno, emerge dal nuovo bollettino sulla sorveglianza delle sindromi influenzali InfluNet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La vaccinazione, si sottolinea nella circolare, “costituisce la più efficace strategia di prevenzione dell’influenza” e sono previste campagne informative ad hoc. Vista l’attuale situazione epidemiologica, si raccomanda quindi di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale e, comunque, di offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Poiché permane una situazione pandemica COVID-19, il documento raccomanda la vaccinazione anche agli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, che operano a contatto con i pazienti, e per gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza. 

Inoltre, “si dovrebbe considerare di estendere questo gruppo a rischio includendo gli adulti oltre i 50 anni di età che sono a più alto rischio di COVID19 grave”. Il ministero indica quindi le altre categorie prioritarie per la vaccinazione antinfluenzale: le donne in gravidanza e le persone con patologie quali malattie croniche cardiache o polmonari. Gli obiettivi di copertura, per tutti i gruppi target, sono il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale. Quanto agli eventi avversi della vaccinazione, sono stati riferiti, in correlazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi, ma la correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi, si precisa nella circolare, “non è stata dimostrata”.