Attualità di Redazione , 10/04/2021 17:18

40 mila vaccini. Arrivano le precisazioni della Regione Veneto

Vaccino

La  Regione del Veneto ha voluto con un comunicato precisare la questione dei circa 40 mila vaccini erogati, in relazione alle polemiche in atto che, secondo ambienti dell’opposizione in Consiglio regionale, mancherebbero di chiarezza. Premesso, spiega la Regione,  che l'attribuzione di una specifica categoria di rischio è effettuata dall'operatore della seduta vaccinale e che pertanto può essere soggetta ad un margine di errore, soprattutto nei momenti di massimo afflusso ai Centri di Vaccinazione di Popolazione, nel sottogruppo pari a circa 40.000 somministrazioni (3,5% del totale delle somministrazioni effettuate, ad oggi circa 1.150.000) rientrano soggetti che attualmente non sono stati classificati in una delle altre condizioni di rischio previste dal Ministero della Salute (risultano classificati come "Nessuna condizione di rischio", "Altro" o "Mancante"). Oltre a questi – prosegue la Regione - rientrano in misura minore altre voci, come, ad esempio, viaggiatori internazionali, rischio Epatite B, residenti area a maggio rischio, profilassi post-esposizione, comportamento a rischio, donna in età fertile, che sicuramente derivano da precedenti classificazioni del medesimo soggetto. A tal proposito, si precisa che il sistema regionale è lo stesso utilizzato per le vaccinazioni ordinarie, non necessariamente anti-COVID19. Pertanto un soggetto già vaccinato per altri motivi può risultare già classificato in una categoria di rischio associata a precedenti vaccinazioni e che risulta non coerente con la campagna anti-Covid. Nella giornata di oggi, nel consueto incontro giornaliero in videoconferenza con i direttori generali, in relazione alle 40.000 somministrazioni che non risultano classificate, il Presidente Luca Zaia e l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin hanno dato mandato di verificare e incrociare i propri dati e catalogare i soggetti che compongono quel macro gruppo.

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